Armonia e piacere. È quello che ottiene il Twenty Dancing Fingers Massage. Peccato che per provarlo bisognerebbe volare alle Seychelles: però nella vita non si sa mai…

Twenty Dancing Fingers Massage

 

Due terapiste, quattro mani e venti dita che si muovono in sincronia, seguendo una danza armonica lungo i meridiani energetici. Il corpo viene così cullato dalla costante pressione dei pollici e da gesti profondi e ritmati, che si propagano come onde di benessere. Si chiama Twenty Dancing Fingers Massage e chi lo ha provato assicura che è un massaggio da sogno, che dà sensazioni paradisiache. Non a caso è il trattamento più diffuso nell’Eden dell’Oceano Indiano, le Seychelles. Per scoprirne i segreti e i benefici abbiamo parlato con due terapiste esperte di questa tecnica: Ayu Ari, manager della open air spa del Maia Luxury Resort & Spa (maia.com.sc), nell’isola di Mahé, e Susan Stein, trainer della scuola di massaggi balinese Jari Menari (jarimenari.com).

Quali sono le origini di questo massaggio olistico?

È nato a Bali, il suo nome originario è Jani Menari, che si traduce in “dita danzanti”. Ma è un mix di tecniche diverse, che unisce al massaggio tradizionale indonesiano quello svedese, della scuola californiana e lo shiatsu. Nella pratica, due operatori lavorano in modo coordinato lungo tutti i meridiani del corpo, realizzando un massaggio profondo grazie a una costante e cadenzata pressione dei pollici.

Cos’è che lo rende unico?

L’equilibrio armonico con cui si esegue. Sentire quattro mani che all’unisono, con movimenti fluidi, distendono e manipolano il tessuto muscolare, regala un’esperienza simile a quella di essere cullati dalle onde del mare, di galleggiare in un abbraccio rilassante e rigenerante.

Che sensazioni regala?

Il relax è diffuso e spesso è importante che chi prova questo trattamento si concentri sul suo respiro, per amplificare la connessione energetica con il terapeuta e l’effetto di distensione che riceve. Lo scopo è quello di riattivare e liberare le energie, eliminando le tensioni. Anche se constante e intesa, ognuno può scegliere il grado di pressione, più o meno profonda, declinando così il suo comfort per tutta la durata del massaggio, di solito un’ora. In questo assomiglia alla digitopressione.

Che tipi di oli vengono utilizzati?

La pelle può essere nutrita e illuminata con tipi diversi di oli, scegliendo le varie nuance olfattive in base ai propri gusti. Nella open spa del Maia, tutti hanno una base di olio di mandorle dolci, che ha un effetto emolliente, addolcente e lenitivo. È adatto ad ogni tipo di pelle, combatte l’invecchiamento cutaneo ed è un ottimo idratante.

Quali sono i suoi benefici?

Migliora la circolazione sanguina, ossigena i tessuti e, grazie alla sua azione drenante, favorisce l’eliminazione della cellulite. È anche per questo che terminato il massaggio, si incoraggia a bere una tisana per favorire la diuresi.

C’è un orario consigliato per goderne a pieno?

Dipende sempre dalle esigenze personali. In generale, la mattina può essere rinvigorente, mentre se fatto nel tardo pomeriggio o alla sera aiuta a conciliare il sonno e liberarsi dallo stress accumulato durante la giornata.

Esistono diverse versioni di questo trattamento?

Si parte da quella base con un solo terapeuta, arrivando a due nel Twenty Dancing Fingers. Qui al Maia abbiamo sperimentato con successo anche il Thirty Dancing Fingers Massage: due terapisti e un flautista, che suona una musica rilassante in sincronia con le dita dei due massaggiatori.

 

Fonte: Repubblica

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